
Ti ricordi la casetta sotto la scrivania?
Nei pomeriggi d’inverno, finiti i compiti, qualche volta invece di andare dai tuoi amici restavi con me. E mettevamo il lembo della coperta sopra la scrivania, lo fermavamo coi libri, e quella semplice coperta per me era tutto un mondo. Ci portavamo i cuscini e giocavamo non mi ricordo neanche bene a cosa. Una volta era un’astronave, una volta una villa, una volta un sottomarino. E quando era quasi ora di cena tornava papà dal lavoro e veniva carponi a fare versi da leone e distruggerci la casetta, e anche se lo sapevo che era lui mi sentivo sempre un brivido nella pancia, come quando vai sulle montagne russe. Ero felice.
E ti ricordi quando per lanciare i palloncini con l’acqua ai ragazzini giù in strada me ne hai rotto uno in testa? E lì con il phon, ad asciugare i capelli prima che mamma tornasse e ci desse una lezione! E tutte le volte che ci siamo presi a botte? A dire la verità ci facevamo male sul serio…ma nessuno dei due mollava.
Mi hai fatto incazzare tante di quelle volte…
Però se ho mal di stomaco di notte mi prepari la camomilla, se resto a piedi con il motorino mi vieni a prendere (anche se mi urli in testa che sono trascurata e non faccio benzina…), se devo prendere il treno alle 7 di mattina mi accompagni in stazione, se devo andare in palestra e sono in ritardo mi stiri la maglietta, visto che tra parentesi sai anche stirare meglio di me…
Per questo, e per mille altri motivi, buon compleanno.
Gli anni passano, ma è risaputo che il buon vino invecchiando migliora.
Nei pomeriggi d’inverno, finiti i compiti, qualche volta invece di andare dai tuoi amici restavi con me. E mettevamo il lembo della coperta sopra la scrivania, lo fermavamo coi libri, e quella semplice coperta per me era tutto un mondo. Ci portavamo i cuscini e giocavamo non mi ricordo neanche bene a cosa. Una volta era un’astronave, una volta una villa, una volta un sottomarino. E quando era quasi ora di cena tornava papà dal lavoro e veniva carponi a fare versi da leone e distruggerci la casetta, e anche se lo sapevo che era lui mi sentivo sempre un brivido nella pancia, come quando vai sulle montagne russe. Ero felice.
E ti ricordi quando per lanciare i palloncini con l’acqua ai ragazzini giù in strada me ne hai rotto uno in testa? E lì con il phon, ad asciugare i capelli prima che mamma tornasse e ci desse una lezione! E tutte le volte che ci siamo presi a botte? A dire la verità ci facevamo male sul serio…ma nessuno dei due mollava.
Mi hai fatto incazzare tante di quelle volte…
Però se ho mal di stomaco di notte mi prepari la camomilla, se resto a piedi con il motorino mi vieni a prendere (anche se mi urli in testa che sono trascurata e non faccio benzina…), se devo prendere il treno alle 7 di mattina mi accompagni in stazione, se devo andare in palestra e sono in ritardo mi stiri la maglietta, visto che tra parentesi sai anche stirare meglio di me…
Per questo, e per mille altri motivi, buon compleanno.
Gli anni passano, ma è risaputo che il buon vino invecchiando migliora.