Già che oggi è stata una giornataccia, per “sdrammatizzare” vi racconto l’ultima che mi è successa.
Sarà che noialtri alternativi ci scocciamo a fare sempre le solite cose, vi dirò che dopo una settimana stressante di esami e studio non desideravo per niente uscire un po’ con il mio amour e i miei amici, e andare a fare, chessò, una passeggiata in riva al mare o andare a bere qualcosa e fare due chiacchiere. No no, per niente. Così ho deciso di passare un sabato sera

trasgressivo, e andare a farmi un giro al Pronto Soccorso.
La faccenda è questa. Sabato, nel pomeriggio, aspettando di passare una bella serata fantasticavo su cosa mettermi, o meglio su cosa abbinare a un paio di fantastici sandali dorati che mi ero comprata qualche giorno prima (Moira Orfei mi fa un baffo). Avevo optato per gonna corta bianca e maglia color cioccolato. Avevo anche scovato la cintura perfetta. Nel frattempo però accusavo un leggero dolorino di schiena. Sopportabile, in ogni caso.
Così arrivata a casa verso le otto e venti, mangio e vado a farmi la doccia. Uscita dalla doccia, il tempo di tornare nella mia stanza e piazzarmi davanti all’armadio, sento un dolore lancinante nella parte bassa della schiena. Mentre mi rendo conto di che cavolo sta succedendo provo ad andare verso il letto, ma a malapena riesco a camminare. Tento di arrivare al bagno per asciugarmi i capelli ma niente, mi cedono le gambe dopo due passi e quasi cado rovinosamente a terra. Incredula per cotanto dolore mi metto sul letto e con i miei riflettiamo sul da farsi. Mia madre tenta la carta del medico vicino di casa: niente, non c’è.
Resta un’unica, malefica soluzione che aleggia nell’aria: il Pronto Soccorso.
Non ho molta voglia di andarci, ma sto troppo male. Così mi arrendo, e decido di sfidare la sorte. Dopo parecchia fatica (vestirsi, fare tre piani di scale, salire in macchina) ci avviamo verso l’ospedale. Ogni metro percorso sale esponenzialmente il mio sentirmi una sfigata totale. Dovevo essere a casa a prepararmi per uscire e invece sto andando al Pronto Soccorso, per di più con dei capelli improbabili.
Stoicamente resisto a tutto ciò e mi accingo ad aspettare diligentemente il mio turno (c’era diversa gente alternativa sabato sera in ospedale). I miei vanno a fare l’accettazione. Dopo un po’ mi fanno cenno di avvicinarmi. Mi alzo con parecchio dolore e fatica e muovo qualche passo aggrappata al mio ragazzo, immaginando che debbano chiedermi qualcosa all’accettazione. In realtà abbiamo supposto che l’infermiere volesse solo stabilire come stavo. Scientifico come metodo, direi.
Alla fine dei conti dopo un po’ tocca a me. Già per arrivare alla porta dell’ambulatorio ci metto una paio di ore. Entro e il dottore sta lì parecchio scoglionato.
“Che ha fatto la signorina?” senza nemmeno guardarmi. Vorrei dirgli che non è educato parlare in terza persona di una persona che è presente nella stanza.
“Ho un forte mal di schiena.”
“Quando le è cominciato?”
“Stasera, appena uscita dalla doccia.”
“hm hm. Si metta sul lettino.”
“Ma…c’è quella…” (la bocchetta dell’aria condizionata sparava direttamente sul lettino. È una mano santa l’aria condizionata per una schiena bloccata e dolorante…)
“Q u e l l a non si può spegnere.” (tono del tipo: sì, quel grasso che hai sulla faccia è ripugnante. Sparisci.)
Mi metto sul lettino e il dottore simpaticone mi si avvicina e non so perché mi sente i bronchi. Mi guarda la schiena e dice all’infermiere di farmi un’iniezione. L’infermiere la prepara e mi dice di scendere dal lettino, neppure faccio in tempo a chiedere come devo mettermi che il maledetto mi spara l’iniezione così, in piedi, come se fossi un cavallo. Gli chiedo una protezione per lo stomaco (le medicine per il mal di schiena fanno male allo stomaco e io ho appena avuto la gastrite) e il tizio mi dà del Maalox. Che chi è esperto di cose simili sa che è acqua fresca.
Per concludere al meglio, il dottore simpaticone stampa il referto. Scrive che lamento dolore lombare (ma va?!). E mi appioppa il codice bianco. Devo pagare 25 euros. Devo pagare 25 euros?!
Morale: una povera deficiente come me dopo una settimana stressante invece di uscire con gli amici si ritrova al Pronto Soccorso con un dolore terribile e, manco l’avessi deciso io, devo pure pagare?!? E non me la prendo con chi ha fatto la legge, dato che non so da voi ma qui da me le vecchiette invece di andare dal medico di famiglia vanno al Pronto Soccorso per farsi dare l’aspirina. Me la prendo con il bastardo dottore che ha valutato!
Conclusioni? Non so se lo capirete tutti, ma dalle mie parti si dice: “Curnut e mazziat”…
Mi sembra di essere stata esaustiva!