E insomma, mi sono un tantino stufata.
Sono mesi, precisamente dalla morte di una giovanissima modella brasiliana per anoressia, che questo problema è tornato ad occupare pagine e pagine di cronaca.
Zapatero vieta alle modelle con Imc inferiore a 15 di sfilare. La Melandri firma un manifesto di sensibilizzazione verso tutto il mondo della moda.
Ma se da una parte apprezzo questi tentativi di intaccare la granitica regola della magrezza sulle passerelle, dall’altra mi sembrano solo dei semplici palliativi.
Anche perché penso che non dovrebbe esserci la necessità di imporre questa specie di “regolamentazione”, ma dovrebbe essere un qualcosa di spontaneo, che non segue regole precise che, dato l’argomento, mi sembrano delle volte veramente ridicole. Infatti non credo che una donna debba essere demonizzata solo perché porta una taglia 38 o 40, ma che ha un problema se per entrarci digiuna e si fa del male.
Credo però che non andremo mai da nessuna parte se sulla riviste si continuano a vedere solo ragazze piatt
issime e spesso levigate da Photoshop.
Se anche noi donne normali, vedendo una ragazza per strada con qualche imperfezione o con un paio di kg in più la definiamo “brutta e cicciona” (mi è capitato, giuro, e la ragazza in questione era anche una bella ragazza).
Se andando in un negozio e chiedendo una gonna taglia 46 devo sentirmi rispondere con aria di sufficienza che “solo questa casa fa ANCHE la 46…” come se avessi chiesto una 60 calibrata, e chiedendo invece una maglietta devo sentirmi dire che “queste sono taglie uniche, entrano a tutte”. Sì, a tutte le amichette di mia cugina. Che fa la prima elementare.
Se devo sentire i soliti DolceendGabbana che dichiarano che loro non sono medici che devono controllare lo stato di salute delle modelle, e che se hai i fianchi “larghi” la modella non la fai, e stop. Ignorando che poi non dico tanto ma almeno la metà di coloro che compreranno i loro vestiti i fianchi larghi ce li avranno e manco poco. E sentire di modelle che per non farsi venire fame si impasticcano, e/o ingoiano ovatta imbevuta di succo di frutta.
Se devo vedere donne bellissime e formose sui giornali (ecco un esempio...) , e leggere una didascalia che le indica come “plus size model”, modelle per taglie forti…
Ma per favore!
Io non dico che dobbiamo essere tutte formose o tutte magre, tutte alte o tutte tettone. Ma semplicemente che siamo tutte uniche. Tutte con un proprio sguardo, con la propria linea delle labbra. Tutte con la propria taglia di seno e tutte con il proprio difetto peggiore e pregio migliore. E che non c’è niente di male se si tenta di migliorarsi. Ma se poi dobbiamo diventare come tante Barbie di plastica fatte in serie…no, grazie.
Scelgo la mia imperfezione, la mia unicità.
Scelgo me.
Sono mesi, precisamente dalla morte di una giovanissima modella brasiliana per anoressia, che questo problema è tornato ad occupare pagine e pagine di cronaca.
Zapatero vieta alle modelle con Imc inferiore a 15 di sfilare. La Melandri firma un manifesto di sensibilizzazione verso tutto il mondo della moda.
Ma se da una parte apprezzo questi tentativi di intaccare la granitica regola della magrezza sulle passerelle, dall’altra mi sembrano solo dei semplici palliativi.
Anche perché penso che non dovrebbe esserci la necessità di imporre questa specie di “regolamentazione”, ma dovrebbe essere un qualcosa di spontaneo, che non segue regole precise che, dato l’argomento, mi sembrano delle volte veramente ridicole. Infatti non credo che una donna debba essere demonizzata solo perché porta una taglia 38 o 40, ma che ha un problema se per entrarci digiuna e si fa del male.
Credo però che non andremo mai da nessuna parte se sulla riviste si continuano a vedere solo ragazze piatt

Se anche noi donne normali, vedendo una ragazza per strada con qualche imperfezione o con un paio di kg in più la definiamo “brutta e cicciona” (mi è capitato, giuro, e la ragazza in questione era anche una bella ragazza).
Se andando in un negozio e chiedendo una gonna taglia 46 devo sentirmi rispondere con aria di sufficienza che “solo questa casa fa ANCHE la 46…” come se avessi chiesto una 60 calibrata, e chiedendo invece una maglietta devo sentirmi dire che “queste sono taglie uniche, entrano a tutte”. Sì, a tutte le amichette di mia cugina. Che fa la prima elementare.
Se devo sentire i soliti DolceendGabbana che dichiarano che loro non sono medici che devono controllare lo stato di salute delle modelle, e che se hai i fianchi “larghi” la modella non la fai, e stop. Ignorando che poi non dico tanto ma almeno la metà di coloro che compreranno i loro vestiti i fianchi larghi ce li avranno e manco poco. E sentire di modelle che per non farsi venire fame si impasticcano, e/o ingoiano ovatta imbevuta di succo di frutta.
Se devo vedere donne bellissime e formose sui giornali (ecco un esempio...) , e leggere una didascalia che le indica come “plus size model”, modelle per taglie forti…
Ma per favore!
Io non dico che dobbiamo essere tutte formose o tutte magre, tutte alte o tutte tettone. Ma semplicemente che siamo tutte uniche. Tutte con un proprio sguardo, con la propria linea delle labbra. Tutte con la propria taglia di seno e tutte con il proprio difetto peggiore e pregio migliore. E che non c’è niente di male se si tenta di migliorarsi. Ma se poi dobbiamo diventare come tante Barbie di plastica fatte in serie…no, grazie.
Scelgo la mia imperfezione, la mia unicità.
Scelgo me.