Nutrimento per l'anima: i consigli di Faith!

  • da vedere: "Mine Vaganti", di F.Ozpeteck, con R.Scamarcio, A.Preziosi - 2010
  • da ascoltare: "Romeo e Giulietta", Prokofiev
  • da leggere: "Cieli di Zafferano", L.Lokko

sabato 3 marzo 2007

Cronaca di uno stress annunciato!


Ha deciso qualcuno, nella sua saggezza imperscrutabile, che io non posso fare cose semplici. Cose facili e lineari, tipo andare in facoltà, rispondere all’appello, fare il mio esame ed andare a casa. No, non va mai così. Mi sarà capitato sì e no cinque o sei volte una cosa simile, su ventotto esami dati finora. E anche questa volta, infatti, si è svolto tutto in maniera alquanto bizzarra. Meno male, sennò cosa avrei da raccontarvi?!

28 febbraio, ore 10.40. Arrivo in facoltà insieme a mio fratello, che deve sostenere il mio stesso esame. Il temutissimo “Storia del teatro contemporaneo e regia teatrale”, da 8 cfu. Un’enormità! Con una prof, pare, molto esigente. Ci tengo molto a fare quest’esame e a farlo bene, perché vorrei chiederle la tesi, a costei. E, sempre pare, la tizia sia selettiva su chi far laureare con lei. Sono mesi che penso a quest’esame, perché se non va (molto) bene sfumerà anche il mio progetto tesi. Insomma, alle 11 c’è l’appello. La prof arriva che manca poco a mezzogiorno. Se ne esce che siccome siamo troppi chi vuole può farlo scritto, io ovviamente non ci penso proprio. Tra assenti e gente che fa lo scritto salgo di molto nell’elenco, divento tipo quinta o sesta. Esulto! Lo faccio oggi e mi tolgo il pensiero!! Comincio a prepararmi psicologicamente che di lì a poco affronterò l’esame.

Ore 13.15 (e sottolineo 13.15). La prof si degna finalmente di farci sapere come ci ha divisi. Legge il foglio del primo giorno, c’è mio fratello ma io non ci sono. Secondo giorno, non ci sono. Terzo giorno, idem…
“prof scusi, c’è qualcosa che non va…all’appello ero tra i primi, ora non ci sono più!”
“beh, come si chiama?”
“bla”
“qui c’è bla!”
“ehm…no, siamo in due…”
“oh beh, allora l’abbiamo saltata perché c’erano due cognomi uguali…”
Ma si può!!! Non esiste gente che ha cognomi uguali sulla faccia della terra?!?
Calma.
“beh scusi ma io cmq ero tra i primi, mi inserisce oggi?”
“no, no…siete troppi! Può tornare lunedì?”
(ricacciando indietro il tocco che mi sta venendo) “ma come lunedì…non posso (=non ce la faccio!)”
“ma io non so quando inserirla!”
(ricacciando indietro le mazzate che vorrei darle) “prof scusi, ma l’errore non è stato mio!”
Al che una ragazza in parte mi salva: “potresti venire domani al posto mio perché io non posso”
Vabbè…vengo domani. Se proprio.

Mio fratello fa l’esame (che va bene), e tenta di convincermi che devo stare tranquilla. Io, la donna un tempo conosciuta come unieuro (l’ottimismo è il profumo della vita), mi lascio sprofondare nella disperazione. Passano le ore e il cervello mi si svuota. I nomi iniziano a sbiadire e confondersi, le date si scambiano di posto tipo cartavincecartaperde. Mi avvio verso casa, mesta e affamata. Ho dimenticato di mangiare.

Ore 23.30. Mi metto a dormire. Stranamente mi addormento subito.

Ore 00.50. Credevi di dormire eh? ILLUSA! Occhi sbarrati e pagine del libro di spazio scenico (incomprensibile) che mi ostentano davanti una danza macabra. Rimarrò tutta la notte a rigirarmi nel letto sudando come una disgraziata e tormentandomi senza tregua.

1 marzo, ore 8.00. Più stanca di quando mi sono messa a letto, mi alzo. Sono i n g u a r d a b i l e. E non sto scherzando. Ho delle occhiaie che la fossa delle marianne sembra uno stagno al confronto.


Ore 10.00. Incurante del fatto che sono l’ultima della lista, arrivo trafelata come se fossi in ritardo e mi siedo come uno spettro davanti allo studio dove si tiene l’esame. Mi viene da piangere. Non sono mai stata così male per un esame in vita mia!
Ma qui accade il miracolo. La prof si affaccia alla porta.
“Chi deve fare l’esame con me?”
(guardandomi intorno, sconvolta) “i..i..io”
“Venga”

Per la miseria, ha chiamato me. L’assistente che ha i fogli non c’è ancora, così iniziano a caso.
Entro, mi siedo, ho lo stomaco a forma di infinito.
Ho il cervello vuoto.
E poi, per magia, si è applicata la (mia personalissima) regola del cervello a sipario, che magari poi vi espongo.
La prima cosa che l’assistente mi chiede è il libro di spazio scenico, of course. Ma me la cavo. E poi giù a parlare di Appia e Craig, Brecht e il teatro epico, Strehler e il piccolo di Milano, e altro ancora.
La tizia mi chiede in che voglio laurearmi, e io “in questa materia!”
Così mi fa passare dalla prof. Che mi chiede cosa mi ha interessato di più. E giù a parlare ancora. Alla fine sta per svangarmi, quando io la butto lì: “prof scusi…potrei venire a parlarle della mia tesi?”
“sì certo, venga a ricevimento!”
Halleluja, halleluja!!!! Mesi di studio, lezioni alle 8 mai perse, chili di libri, concretizzati in quella frase. Sì, certo. E nel maestoso 30 sullo statino!

Ma credete sia finita qui? Illusi voi, stavolta!

Ore 13.45. Sono a termini. Cammino con una faccia ebete, le occhiaie e i capelli sconvolti e uno stupido sorrisetto. Happy, schalalalla, it’s nice to be happy, schalalalla. Tra un po’ mi metto a battere il cinque a chiunque passi sulla mia strada.
Vado da spizzico per nutrirmi, mi siedo di fronte a una signora in pausa pranzo con occhiaie tipo le mie. A un certo punto…
“uff…si ricomincia…”
“eh, io invece ho appena finito…”
“ah sì?”
“sì, ho dato un esame”
Errore, errore, errore. La signora, evidentemente stressata, si sfoga con me per circa 15 minuti filati di sua figlia che fa il primo anno di medicina, ed è stressata, piange sempre, non fa altro che studiare ma si lamenta di non sapere niente, e poi l’esame di statistica, i prof, l’amica, le ripetizioni, e anatomia…cerco contemporaneamente di mangiare la mia pizza e rincuorarla. Ma lei vuole solo p a r l a r e. Non le interessa ascoltare. Deve s f o g a r s i. E vabbè.

Ore 14.15. Superata la signora stressata, vado alla ricordi. Mi regalo un cd di Carmen Consoli, l’unico che mi manca. Sono così stanca che non ce la faccio nemmeno a guardare i cd. Prendo quello che mi interessa, e vado a pagare. La ragazza alla cassa mi saluta con un “ciaooo” stranamente amichevole. Ricambio (happy, schalalalla) ma mentre cerco con poco successo di riporre il portafogli nello zaino stracolmo, la tizia nota i libri. Io, per rispondere alla sua faccia interrogativo, dico
“ehm…ho appena fatto un esame, con tutti questi libri…”
“ma daaaaiiii! Oggi è giorno di esami!! Spero sia andato bene!!”
“ehmm..abbastanza! ho preso 30…”
“bravissiiiiimaaaa! Che esame eraaa?!?”
“teatro contemporaneo e regia teatrale”
(con una parlato alla Carlo Verdone che imita l’hippie alternativo) “Bellissimoooo!!! Ma dimmi dimmi, cosa ti piace del teatro?! Eh?!”
“ehm..tutto!”
“Sì…tutto…perché il teatro ti scava proprio dentro eh? Vero?”
“eh sì…vero…”
“sì infatti, è bellissimo, dev’essere proprio stupendo studiarlo eh? Vero?”
“sì, bellissimo…mi dispiace ma perdo il treno, vado…”
“Ok! Ciao ciaooo! Bellissimo…”

E finalmente treno, casa, doccia, letto!

Non c’è una conclusione a questa storia, tranne che non so perché quando me ne vado in giro mi capitano sempre storie da raccontare, quindi…larga è la foglia, stretta è la via, dite la vostra che ho detto la mia! O era stretta la foglia e larga la via? Bah!

Faith

14 commenti:

Laura ha detto...

bella faith!

Bravissima e complimenti x il tuo 30! x il controno che c'è stato attorno a questo esame, bè miha fatto proprio sorridere, un po' mi ci sono ritrovata eheh... bè x lo meno non potrai mai dire di avere una vita noiosa.

Bravissima e buona notte

Morgan ha detto...

Ciao,

c'è bisogno di dare voce ad un'iniziativa importante che trovi sul mio blog a favore di un senzatetto, se puoi e vuoi, ti pregherei di darne notizia e farlo sapere ai tuoi contatti.
Un grandissimo grazie.

Morgan

Mr. Chinaski ha detto...

Vabè, stasera non si studia.
Mi sono stato una mezzoretta a leggere il tuo post, ma devo dire che è volata via come un niente...

A parte alcune espressioni che, di sicuro, ti fregherò come, ad esempio, la signora unieuro !! :)
mentre leggevo le tue vicissitudini pensavo: sai Fè, a trovare qualcuno di brillante, ingegnoso, si potrebbe fare uscire un telefilm su quello che ti capita - perchè te ne capitano...
Sai, una sorta di "Sex and the city", solo più "Fè and the...boh.."
Madò c'ho il cervello in acqua, periodaccio..

Comunque si vede che hai la faccia rassicurante, dell'estranea alla quale puoi dire tutto.
Mi torna in mente la tipa con la minigonna leopardata di un tuo precedente post... :D

morale: "ah, se tutte le giornate stressanti potessero essere verbalizzate sul libretto con un sonante 30... "

A presto Fè !

Fra ha detto...

Una storia che, seppur sia tua e basta, mi pare di aver vissuto mille e mille e mille volte.

Sopratutto il sorrisetto post 30.

Brava Faith!

Petite Kiki ha detto...

Complimenti piccola mia!
Ti ho immaginata bene tutta di corsa e trafelata...mentre mangiavi la tua pizza cercando di non strozzarti con le migliaia di parolefiume della signora rompipalle.

Ehehe.

Ci vogliono queste giornate così per movimentare un pò di più questa vita, non credi??!!

;b

Un bacio grande!

Baol ha detto...

BRAVAAAAAAAAA!!!!!!!!!

Faith ha detto...

Per laura: grazie! Già, sono certa che molti hanno vissuto esperienze simili...è il mondo reale di cui facciamo parte tutti, purtroppo o per fortuna!

Per morgan: ho segnalato la tua iniziativa nel mio blog, spero riusciate a dare una mano a benito!

Per mr chinaski: allora la mia faccia è anche troppo rassicurante! :) Sì, in effetti penso anch'io che sarei una perfetta protagonista di sit-com...sai le risate!!!

Per fra: come ho detto anche a laura, siamo in molti a condividere queste esperienze! Speriamo di essere in molti anche a condividere i 30! :)

Per kiki: grazie tesoro!! Immagino che conoscendomi anche di persona sia persino più esilarante immaginarmi alle prese con le mie assurde avventure! Ma senza in effetti mi annoierei molto...Lungi da me!!!!

Per baol: GRAZIEEEEEEE!!!!! :)

Rain-Gioia ha detto...

Piccola se ti racconto di oggi c'è daridere!!
Dopo t mando un msg, non rendiamo troppo pubbliche queste giornate paradossali!
Ti saluta Simo!!!

Un bacione

Cilions ha detto...

Beh, è una conferma che le cose più belle sono anche le più difficili da conquistare;)
Complimenti e tieni duro!

PIDEYE ha detto...

Ciao faith.
Innanzi tutto devo dire che adoro leggerti e che ti metto subito tra i miei link. Poi ti faccio i complimenti per il 30. grandiosa..adesso so dove rivolgermi per avere info sulla storia del teatro,) ma una cosa vorrei sapere e non mi è chiara....voglio capire bene come funziona la tua regola del cervello a sipario. son troppo curiosa. ciao;) E poi magari potrebbe tornare utile anche a me.

Faith ha detto...

Per rain: già, chi meglio di te può capire il mio racconto!!! Anche se forse il tuo prof è stato più matto della mia!!

Per cilions: verissimo, sudarsi le vittorie le rende più gustose!

Per pideye: sono lusingata!! Grazie dell'onore del link, mi fa molto piacere!
Riguardo il teatro...chiedi chiedi!! :)))
La regola del cervello a sipario? eh eh...è una stupidata che mi sono inventata il primo anno di università per farmi coraggio! Ogni volta che vado a dare un esame, a prescindere dal livello di studio mi sento sempre il cervello vuoto, come se non avessi toccato libro. Ma se a casa ho studiato come si deve, appena mi fanno la prima domanda magicamente si apre il sipario sul mio cervelletto gonfio di sapere e le cose escono fuori libere e felici, anche quelle che pensavo di non sapere. Quindi io dico sempre "speriamo si applichi la regola del cervello a sipario"...se hai studiato, si apre il sipario! Sennò...pazienza! :)
Tutto qui!!!

Bacioni a tutti!!!

Viola ha detto...

Stretta la foglia, larga la via...si..mi sa che era così....
Ma che bel racconto!!!
Complimenti per l'esameeee!!Bravissimaaa!!
Io l'ho fatto oggi....è andato anche per meee!!!
Bacetti

Marco ha detto...

Un resoconto intenso!

Anonimo ha detto...

Ciao! Sono passato di qui per caso, ma ho letto volentieri i tuoi "Appunti di Viaggio"...
Riguardo al detto conclusivo, ormai è entrato in uso dire "larga è la foglia, stretta è la via,..." ma è una storpiatura di "larga è la soglia, stretta è la via,...".
Del resto, nella forma originale acquista un po' più di significato!
Buona giornata e continua ad appassionarti a ciò che fai!

Adriano